La Milizia Portuaria

È la vera sentinella dell’Italia fascista alle porte del mare; essa dà agli stranieri, quando sbarcano nel Regno, la prima sensazione dell’ordine e della potenza organizzativa del Fascismo.” Attilio Teruzzi, 1933.

Cartolina_Milizia_Portuaria_PisaniLa Milizia Portuaria (dal 1940 Milizia Nazionale Portuaria) era alle dipendenze del Ministero delle Comunicazioni come specialità della MVSN “Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale”.

Fu costituita a Genova il 12 marzo 1923 e regolamentata con i RDL 20 gennaio 1924 n° 214, 14 giugno 1925 n° 1303, 21 ottobre 1927 n° 2073, 8 luglio 1929 n° 1373 e 28 luglio 1930 n° 1210. Era composta da 4 legioni (Genova, Napoli, Trieste e Bari), con 17 distaccamenti (Savona, Ventimiglia, Vado Ligure, Albissola, Civitavecchia, Cagliari, Palermo, Fiume, Venezia, Pola, Ancona, Brindisi, Taranto, Zara, Durazzo, Valona, Gallipoli più la Centuria autonoma di Livorno), da 3 distaccamenti autonomi in Africa Orientale e dalla scuola di preparazione con sede a Sabaudia.  Come GNR “Guardia Nazionale Repubblicana” portuaria ebbe un ispettorato, una scuola a Padova, due legioni con 7 distaccamenti e 2 stazioni. In Africa Orientale era composta da un Comando, da quattro Legioni e da tre distaccamenti autonomi: Mogadiscio, Assab e Massaua.

Svolgeva la propria attività nei principali porti: Genova, Venezia, Trieste, Fiume, Savona, Ancona, Livorno, Brindisi, Napoli e Bari esplicando compiti di polizia marittima, di polizia militare e di pubblica sicurezza con attribuzioni di polizia giudiziaria. La Specialità, era composta principalmente da ex combattenti decorati al valore e da Fascisti di sicura fede, reca nel disimpegno del servizio un ritmo di intenso fervore ed un altissimo senso di dovere. Risponde davvero nella pratica al motto dettato per essa dal Duce: “Fede e silenzio”.

Quaderno-ventennio-Milizia_PortuariaIl personale della Milizia Portuaria, caratterizzato dal cappello alla boera, vestiva l’uniforme grigioverde della MVSN, con pantaloni lunghi per il servizio di banchina. Si distingueva per le filettature cremisi delle fiamme nere, dei fregi e delle controspalline. Come per tutta la Milizia, i fascetti littori sostituivano sulle fiamme le stellette delle Regie Forze Armate.
Il fregio, portato sul fez nero e sul berretto rigido, era costituito da un fascio littorio terminante inferiormente con un’ancora, racchiuso tra due rami d’ulivo sormontati dalla corona d’Italia. Nel tondino posto sotto il fascio era riportato il numerale romano del reparto.

L’organico iniziale comprendeva 2 Consoli, 4 Seniori, 10 Centurioni, 18 Capimanipolo, 5 Aiutanti, 15 Capisquadra e 564 Militi e Allievi Militi e 1 Contabile. Nel dicembre 1930 contava 699 uomini, di cui 39 ufficiali.

Con il RDL 29 maggio 1944 n° 139 ne venne decretato lo scioglimento dal governo di Brindisi.

di © Alberto Alpozzi  – Tutti i diritti riservati

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